Sabato 13 settembre 2025
alle ore 18:00 presso Il Fondaco
verrà inaugurata
Ciò che rimane
di Francesco Preverino
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E’ la prima volta che Il Fondaco espone la personale dell’artista torinese, considerato un protagonista noto nel panorama artistico contemporaneo.
La mostra, “Ciò che rimane” di Francesco Preverino si sviluppa all’interno di tutto lo spazio del Fondaco in cui le opere caratterizzate da una prorompente gestualità esprimono tutta la forza di una pittura ricca di ricordi di storie, di emozioni cariche di silenzi e di sensazioni.
Preverino non è l’artista che realizza le sue opere a tavolino, il suo è un gesto pittorico quasi motorio, nervoso, con gesti ampi, dai valori simbolici.
Il Fondaco propone opere che vanno dal 2019 al 2021 in quattro aspetti tematici essenziali della sua ricerca: il paesaggio, l’albero, il mare, la montagna, lavori dalle grandi dimensioni, (7 sono i lavori dai formati: 288×270, 235×362 … ), studiati, analizzati attraverso studi e bozzetti preparatori.
Scegliere in studio le opere di Preverino, per la mostra, è stata una esperienza magica, le sue carte sono una esplorazione continua di segni intuitivi come grafite, matita colorata, pittura, bitume, le composizioni stratificate e dimensionali sono linee gestuali contorte, evocative.
Le opere catturano l’immaginazione, ci si immerge in un mondo di bellezza e significato, in una collezione di spesse e dense pennellate, dai grumi di colori, da uno spazio ricco di forza, che ci obbliga a guardare oltre le singole parti e ad apprezzare la pittura nell’insieme.
Ad esempio, quando guardiamo un suo quadro, non vediamo solo una collezione di pennellate e colori, ma percepiamo una figura complessiva, o un’immagine coerente,
un ricordo, una storia, impressioni che emergono dal passato con tutta la loro carica espressiva.
Questa mostra, scrive Francesco Preverino, rappresenta, nel suo insieme, una testimonianza tangibile del mio lungo percorso artistico: il racconto attraverso le opere, delle mie riflessioni, delle mie inquietudini, della mia visione del mondo. Il mio lavoro è pittura di stratificazione, dove figura e paesaggio sono frutto di un lavoro di sovrapposizione e di rimescolamento, e lo spazio naturalistico viene mutato nella sua dimensione tanto da essere sostituito o annullato.
Ad impreziosire ulteriormente la mostra il testo in catalogo di Francesco Poli, professore di Storia dell’Arte, e critico su artisti delle tendenze più recenti.
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